| VECCHIO MANIFESTO DELLA PRIMA ASSEMBLEA
DELLA TAI ONLUS
Urge l’esigenza di riunirci, di darci un’identità
ai fini della causa prima. Siamo tutti definiti invalidi civili ma a che
titolo, perché?
Ci accomuna il Thalidomide, che tutti noi e le persone che ci stanno vicine
conosciamo ma che ufficialmente lo Stato non ci ha mai riconosciuto finora.
Consapevoli che l’unione fa la forza, abbiamo iniziato a conoscerci
grazie ad Internet che è stato veramente un grosso aiuto in questo
senso, diremo la sua chiave di volta e ha determinato un vero e proprio
ribaltamento di situazione nelle nostre coscienze. Poi vedremo meglio
il perché. Riteniamo che la comunicazione mancata tra noi per tanto
tempo, finalmente ora comincia ad esserci! E’ come se qualcuno avesse
messo un messaggio nella classica bottiglia e …cominciassero ad
arrivare le navi!
Così abbiamo dato vita alla associazione Thalidomidici Italiani
O.N.L.U.S..
Mancava il confronto tra noi. Preziosissimo!
Dagli ausili agli scambi di opinioni sui vestiti, per es. sembra facile
vestirsi…
Siamo in collegamento con le associazioni europee con le quali abbiamo
scambi di materiali, notizie, cassette, video, libri, nonché inviti.
Citiamo Freddie Atsbury, tra i tanti Thalidomiders inglesi, che ci scrivono
e ci incoraggiano, il regista Andreas Fischer, (Film, Contergan:die Eltern)
non ve li citiamo tutti, vi risparmiamo la sfilza di nomi tedeschi. Diciamo
solo che in Germania per ogni Regione c’è un Verband, un’associazione,
che racchiude i “Contis” come amano chiamarsi i tedeschi dal
vocabolo “Contergan” il nome della famosa pillola prodotta,
ricordiamolo ancora una volta dalla ditta Grünenthal di Stolberg,
vicino ad Aquisgrana.
In Europa esistono dei sostegni ai “Contis”: per es. Hilfswerk
für Behinderte Kinder, che ha sede a Bonn, ma dovrebbe servire per
tutta l’Europa ed esiste una riunione annuale che si svolge di solito
in aprile, a Londra.
Il Thalidomide è stato immesso nuovamente nel mercato contro il
mieloma multiplo, lupus eritematoso, cancro alla prostata, artrite, lebbra,
ecc.
Nel nostro Statuto abbiamo previsto un allargamento alle persone da tutelare
nella dignità innanzi tutto e anche nei bisogni che ci accomunano
(dalle protesi, ai vari appoggi per la vita di tutti giorni) e cioè
tutti i casi di amelie e dismelie, peromelie, ecc.
Ci adopreremo per ottenere convenzioni, agevolazioni e per andare incontro
alle esigenze volte a prevenire i danni tipici che il nostro stato causa
o aggrava ulteriormente, rispetto ad un normodotato. Es occhi, schiena,
termoregolazione, ginocchia, colonna vertebrale, spalle, gomiti (chi li
ha), ecc.
Ancora una volta dobbiamo citare la Germania come Paese attrezzato in
questo senso con centri specializzati per Thalidomidici e la loro riabilitazione.
Oltre alla salute e alla cultura in generale, parleremo di barriere architettoniche
che riguardano gli handicap agli arti superiori e non sempre le ruote.
Parleremo di mobilità, di auto, di mezzi di trasporto, di divertimenti,
di vacanze, ecc.
Abbiamo incominciato a costruire un archivio, per cominciare a raccogliere
materiale storico sull’esperienza italiana, che finora ha avuto
un tipo di cultura molto chiusa nei nostri confronti e che ora più
che mai ci sta stretta. Non possiamo naturalmente fare i nomi ma siamo
a conoscenza di casi, le cui madri avevano coperto sempre con mantelline
le figlie thalidomidiche, tenute segregate in casa, fino all’esasperazione,
provocando così ulteriori disabilità, di tipo psichico.
Il nostro gergo non conosce la parola POVERINO!!! SIAMO RICCHI ALMENO
DI SPIRITO!
E abbiamo una mente già aperta e priva di preconcetti perché
dopo tutti questi anni, in cui abbiamo portato sulla nostra pelle gli
errori caso mai di qualcun altro, sappiamo molto bene cosa vogliono dire
i pregiudizi razziali, per es, anche se siamo bianchi, i pregiudizi verso
gli umili, visto che nessuno di noi ha mai osato farsi avanti e abbiamo
conquistato quindi una esperienza di vita che potrebbe essere utile a
tutta la società. Padova, ha già cominciato questo cammino,
siamo nel Forum delle Associazioni Provinciali, dove lavoriamo con tutti
gli altri, delle altre associazioni, ma mantenendo in vista la nostra
particolarità.
Non siamo noi che ci dobbiamo nascondere, ribadiamo o vergognare, dobbiamo
essere in condizioni di uscire di casa a testa alta, non siamo dei ladri
o degli appestati, bisogna far capire ai bambini invece di tacere con
imbarazzo, che anche noi sappiamo ridere e scherzare, cantare e gioire
della vita.
E dopo la vita? 5.000 Thalid. sono deceduti nel giro dei primi giorni,
vale a dire il 50%, dato ridotto questo tra gli anni 58 e 62, ma ce ne
sono stati molti di più.
Il problema del dopo di noi: molti vivono ancora coi genitori che cominciano
ad essere anziani e quindi a loro volta con problemi fisici e da aiutanti
si trasfomano pian piano in un ulteriore peso che grava sulle spalle dei
Thalidomidici.
Altri non hanno più i genitori e magari non hanno trovato un partner,
sono quindi in balia di sé stessi.
Interviene l’avvocato Francesca Stivan
Poi la Signora Antonella Franco
Intervento di Francesca Pasin, che rappresenta oggi la Commissione Pari
Opportunità Regionale.
Ci mandano i saluti e gli auguri di buon lavoro varie personalità
che avevamo invitato: il Vescovo che è impegnato con l’attività
del consiglio pastorale, il Dott. Duccio Orlandini, direttore sanitario
del centro INAIL di Vigorso di Budrio e altri.
Bibliografia interessante:
G.Maccacaro: Il talidomide e il potere dell’industria farmaceutica
E in Italia? Ed Feltrinelli 1989
Cassette RAI
N°5035
160 chiavi per l’Europa
J.Bonfante e A.Wacksmann
TV sette gennaio ‘72
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